Attenzione 3mila app tracciano i bambini registrando i loro dati

Attenzione 3mila app tracciano i bambini registrando i loro dati

Attenzione 3mila app tracciano i bambini registrando i loro dati

( La Repubblica) UNO studio inchioda un grande numero di applicazioni per Android esplicitamente dedicate al pubblico dei bambini e delle famiglie. L’indagine, pubblicata sulla rivista specializzata Proceedings on Privacy Enhancing Technologies, ha scoperto con uno strumento automatico che ben 3.337 programmi disponibili su Google Play Store raccoglierebbero impropriamente dati e informazioni dei piccoli utenti, violando potenzialmente le prescrizioni del Children’s Online Privacy Protection Act statunitense, la legge approvata vent’anni fa dal Congresso americano che, di fatto, ha imposto a tutti i mercati in cui certe applicazioni sono distribuite la famosa soglia dei 13 anni per l’accesso ai propri servizi. O ha imposto, a chi voglia aprire certe piattaforme al pubblico degli under 12, una serie di vincoli come la breve memorizzazione delle informazioni di traffico e l’autorizzazione dei genitori. Che, appunto, non sempre vengono rispettati o richiesti.

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Attenzione 3mila app tracciano i bambini registrando i loro dati

Secondo la ricerca, solo un piccolo gruppo delle applicazioni analizzate violano in modo palese le regole. La gran parte mette però in campo atteggiamenti e scelte di tracciamento e raccolta piuttosto scivolosi. Nel complesso, di app sotto la lente ne sono state messe 5.855. Di queste, 281 raccolgono contatti e geolocalizzazione dei ragazzi senza chiedere il permesso ai genitori. Altre 1.100, tuttavia, condividono informazioni sui baby utenti con terze parti per obiettivi non ben definiti. Come se non bastasse, un buon 40% delle app trasmettono queste informazioni senza utilizzare “ragionevoli misure di sicurezza” e quasi tutte (92%) fra le 1.280 che usano l’accesso tramite Facebook non sfruttano le (scarse, a dirla tutta, si parla del flag limitativo) funzionalità per bloccare l’iscrizione di under 13. Ovviamente si tratta di app che non sempre violano le leggi (statunitensi, visto che altrove è un Far west, almeno in punto di diritto e fino alla fine del periodo di transizione del nuovo regolamento europeo per la protezione dei dati personali) ma che appunto camminano sul crinale. Mancano anche le informazioni legate alle loro versioni iOS, quando esistano, e dunque occorrerebbe capire in modo più ampio quanto il fenomeno tocchi le diverse piattaforme. C’è un gran numero di passaggi da onorare, per gli sviluppatori sottoposti al Coppa, e non tutti ne sono coscienti specialmente quando le app non siano destinate solo al pubblico dei più piccoli. La mole (2.700 app aggiunge ogni giorno sul Play Store a marzo secondo AppBrain) non rende semplice il controllo e la situazione è in evoluzione continua.

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