Bollette ogni 4 settimane Agcom contro i gestori

Bollette ogni 4 settimane Agcom contro i gestori

Bollette ogni 4 settimane Agcom contro i gestori

L’Autorità ordina di ritornare alla tariffazione mensile, ma gli operatori telefonici non ne vogliono sapere All’inizio sono stati i gestori di telefonia mobile – Tim, Vodafone, Wind e 3 a passare da un canone mensile a un canone ogni quattro settimane esatte, cioè 28 giorni, al fine di far pagare un canone in più all’anno ai clienti pur lasciando invariata la tariffa.

Bollette ogni 4 settimane Agcom contro i gestori

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Bollette ogni 4 settimane Agcom contro i gestori

Poi anche i gestori di telefonia fissa e infine pure le varie pay Tv, come Sky e Mediaset, hanno comunicato ai propri clienti il passaggio a questa forma inedita e singolare di tariffazione. E adesso c’è il rischio che vengano “contagiati” anche altri settori

Per i gestori il nuovo sistema è legittimo anche perché la sua introduzione viene comunicata ai clienti inizialmente con semplici messaggini e poi, in seguito alle pressioni di Agcom, con lettere, email, pubblicità online e sui giornali.

Tutte queste forme non mancano di ricordare la possibilità, per i clienti che non gradiscono il nuovo sistema, di disdire gli abbonamenti senza oneri aggiuntivi. Una possibilità evidentemente solo teorica, visto che il canone a quattro settimane è ormai adottato da tutti.

Tim, viste le proteste delle associazioni dei consumatori circa il fatto che aumentando il numero delle bollette si aumentano anche le spese di spedizione e le spese postali o di commissioni bancarie per il pagamento, è addirittura ritornata alla fatturazione bimestrale («per venire incontro alla clientela») pur di adottare il sistema su 28 giorni.

Intanto però in Parlamento diverse forze politiche, dal PD al Movimento 5 Stelle, hanno presentato dei disegni di legge per obbligare i gestori telefonici a tornare alla tariffazione mensile In attesa che i legislatori decidano, dopo aver considerato la situazione e aver visto cadere gli inviti “amichevoli”, l’Agcom ha emesso un’ordinanza che obbliga i gestori a tornare alla tariffazione tradizionale pena sanzioni, peraltro blande. I gestori telefonici, tutti insieme e attraverso la loro associazione di categoria Asstel, hanno subito presentato un ricorso al Tar contro la decisione dell’Agcom, che ritengono lesiva della loro libertà di determinare le tariffe e che configurerebbe un ritorno al regime di tariffe controllate In realtà i gestori telefonici hanno il pieno diritto di aumentare le tariffe quando e di quanto credono, così come di diminuirle. Quello che non avrebbero dovuto fare era ricorrere a trucchi e a illusioni ottiche per raggirare il consumatore, cambiando perfino le unità di misura del tempo.

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