Germania Legge Facebook stop insulti o social multati

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Oggi la Germania traduce il semplice invito in legge approvata e destinata ad entrare in vigore a partire da ottobre.

L’hanno soprannominata “legge Facebook”, ma i destinatari sono tutte le compagnie che gestiscono un social network. Punto centrale della normativa è l’obbligo di tempestiva rimozione dei messaggi che incitano all’odio, onde evitare l’applicazione di una sanzione pecuniaria a carico dei gestori che può arrivare ad un massimo di 50 milioni di euro.

In base alla normativa, le compagnie avranno l’obbligo di rimuovere entro 24 ore i contenuti “evidentemente illegali” . In tale definizione rientrano discorsi di odio, diffamazione e incitamento alla violenza. La sanzione pecuniaria minima sarà di 5 milioni di euro, ma potrà arrivare al massimo citato. In presenza di contenuti che non palesano in maniera evidente la loro illegalità, i gestori del social network potranno valutare il caso entro un termine massimo di una settimana.

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Fonte hdblog.it

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Si ricorda che non si tratta di un semplice disegno di legge, ma di una normativa che entrerà in vigore tra tre mesi ed è quindi comprensibile che la disciplina abbia già spaccato l’opinione pubblica tedesca e suscitato le reazioni delle parti in causa. Facebook fa sapere tramite un portavoce:


Crediamo che le soluzioni migliori si troveranno quando il governo, la società civile e il settore lavoreranno insieme e che questa legge, in questo momento, non migliora gli sforzi per affrontare tale rilevante problema della società. Riteniamo che l’assenza di un esame minuzioso e di una consultazione non rendano giustizia all’importanza dell’argomento. Continueremo a fare di tutto per assicurare la sicurezza degli utenti sulla nostra piattaforma.
Mentre Twitter non ha accettato di rilasciare una dichiarazione, gruppi di attivisti che si battono per la tutela dei diritti (digitali) mostrano il loro disappunto: da un lato la disciplina viola il diritto che tutela la libertà di espressione, dall’altro attribuisce alle aziende una responsabilità eccessiva per i contenuti diffusi online.


Dall’altra parte della barricata si colloca il Governo che, tramite il Ministro della Giustizia, Heiko Maas, difende l’operato del legislatore, sottolineando che contrastare la diffusione dei messaggi d’odio è una necessità sancita dalla normativa tedesca. Al tempo stesso, il Ministro dimostra un certo scetticismo nei confronti delle iniziative che i vari social network stanno adottando e ricorda i limiti al diritto di espressione:

L’esperienza dimostra che, senza la pressione politica, gli operatori che gestiscono le grandi piattaforme non adempiranno i loro obblighi, e questa legge è pertanto necessaria … La libertà di espressione finisce dove inizia il diritto penale.
Allo stato attuale la Legge Facebook non ha eguali in Europa e crea un oggettivo precedente, fermo restando che le valutazioni delle autorità tedesche non necessariamente coincidono con quelle di altri Governi europei.

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