Attenzione Roaming Mantis il malware che colpisce gli iPhone

Attenzione Roaming Mantis il malware che colpisce gli iPhone

Attenzione Roaming Mantis il malware che colpisce gli iPhone

Il malware Roaming Mantis si è aggiornato.

Dopo averlo utilizzato per infettare smartphone e tablet

i cybercriminali hanno modificato il codice sorgente del loro virus

per riuscire a colpire anche gli utenti iPhone e iPad.

Inoltre, Sui dispositivi del robottino verde

il malware Roaming Mantis era utilizzato per rubare i dati degli utenti.

 

Tuttavia, Una volta installato, i criminali informatici ricevevano dati e informazioni

riservate, come i codici di accesso al conto bancario, password e documenti

senza che l’utente se ne potesse accorgere.

 

Su iPhone Roaming Mantis si comporta in maniera diversa: viene sempre diffuso

attraverso dei messaggi phishing sulla nostra posta elettronica ma sui melafonini

è strutturato per generare in segreto dei Bitcoin.

 

In pratica sfrutta la potenza di calcolo del nostro iPhone per fare mining di criptovalute.

Inizialmente il virus ha colpito gli utenti iOS solo in Asia ma ora il malware

si è diffuso anche in Europa e negli Stati Uniti.

Attenzione Roaming Mantis il malware che colpisce gli iPhone

Fonte

Attenzione Roaming Mantis il malware che colpisce gli iPhone

Roaming Mantis, il virus per iPhone in rapida diffusione

Tra i principali aggiornamenti del virus Roaming Mantis troviamo una compatibilità con 27

lingue diverse, tra cui inglese, spagnolo, ebraico, cinese, russo e hindi.

 

A dimostrazione del fatto che il gruppo cyber criminale dietro l’attacco informatico

sta cercando di colpire più utenti possibile.

 

A scoprire la nuova minaccia sono stati i ricercatori di Kaspersky Lab, che hanno inoltre

notato un cambiamento nelle modalità di diffusione di Roaming Mantis su iOS.

 

Per infettare iPhone e iPad è messo in atto un dirottamento di DNS, che

“costringe” ignari utenti ad accedere a versioni compromesse di portali web famosi

portandoli così a scaricare in autonomia il virus.

 

Spesso e volentieri il sito maligno riproduce fedelmente il portale “security.app.com”

di Apple: se l’utente non si accorge dell’inganno viene portato a inserire le proprie

credenziali, il codice ID e altre informazioni riservate, oltre a scaricare il malware.

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