Pirateria chiusi 18 mila siti in streaming

Pirateria chiusi 18 mila siti in streaming

Pirateria chiusi 18 mila siti in streaming per partite di serie A che ogni settimana, trasmettevano i flussi video delle partite

Che lo streaming video della Serie A fosse uno degli argomenti più cercati nel week end dagli appassionati italiani era un fatto risaputo.

Probabilmente, però, pochi immaginavano che vedere in diretta streaming gli incontri della Serie A avesse un tale seguito.

La Lega Serie A, infatti, ha fatto sapere di aver chiuso in questa prima parte di stagione del campionato italiano circa 18mila siti illegali streaming video delle gare della Serie A che ogni settimana, trasmettevano i flussi video

lo streaming video illegale legato al mondo del calcio, in costante crescita e che la suddivisone dei diritti delle partite tra Sky e Dazn non ha fatto che far aumentare.

L’anno scorso, nel corso dell’intera stagione calcistica, vennero chiusi 65mila i portali illegali di streaming. Quest’anno invece, come già sottolineato, sono 18mila nelle prime 10 partite della stagione.

Dal 2011/12, la prima stagione di Serie A in cui sono iniziati i monitoraggi sui siti pirata, gli streaming irregolari sono più che quadruplicati.

Il mancato guadagno per le aziende proprietarie dei diritti è di circa 350 milioni di euro, mentre sono 1,2 milioni gli italiani che occasionalmente usano lo streaming su siti pirata.

Pirateria chiusi 18 mila siti in streaming

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Pirateria chiusi 18 mila siti in streaming

Rispetto al passato non sono solo i siti internet illegali il canale di diffusione preferito per lo streaming della Serie A.

Sono infatti cresciute in maniera esponenziale, a partire dall’anno scorso, le applicazioni IPTV.

Per chi non le conoscesse si tratta di un sistema di trasmissione di segnali televisivi su reti informatiche basate sui protocolli TCP/IP e in particolare sulla rete Internet.

Nella pratica si tratta di liste di canali, solitamente a pagamento, che vengono fornite agli utenti da dei cyber criminali in cambio di piccole somme di denaro per vedere per un tot di tempo una lista di canali di una pay tv.

Una sorta di abbonamento illegale molto ridotto rispetto all’originale a pagamento.

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