ReplyASAP app che costringe i figli a rispondere al telefono

ReplyASAP app che costringe i figli a rispondere al telefono

ReplyASAP app che costringe i figli a rispondere al telefono

Dal Regno Unito arriva un’applicazione che “obbliga” i figli a rispondere: il suo autore, il 45enne Nick Herbert, pare abbia trovato la soluzione per rendere i giovani un po’ meno “ribelli”.

Il funzionamento di tale applicazione è piuttosto semplice: alla ricezione del messaggio, sullo schermo dello smartphone si apre una finestra che non può essere chiusa se non rispondendo allo stesso.

ReplyASAP, questo il nome dell’applicazione, è stata ideata da Herbert per via del comportamento del figlio, abituato a non rispondere ai messaggi paterni a causa dello smartphone costantemente “silenziato” (tra le feature dell’app vi è anche la notifica sonora a prescindere dalle impostazioni audio del telefono).

ReplyASAP per Android può essere scaricata gratuitamente dal Play Store

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ReplyASAP app che costringe i figli a rispondere al telefono

L’app è pensata apposta per mamme e papà. Costa poco più di un euro a messaggio e sono previsti sconti-pacchetto per adolescenti particolarmente testardi. L’ app ha già avuto grande successo, nonostante sia andata a incontro a forti critiche soprattutto da parte degli adolescenti.

Dal canto suo Herbert, creatore della app, ha dichiarato: “Immagino che molti ragazzi non ne siano entusiasti, ma ‘Reply asap’ – acronimo di ‘As soon as possible’, cioè ‘il più presto possibile’ – è pensata per i genitori. E alla fine anche mio figlio l’ha presa abbastanza bene. Sa che l’ho fatta per lui”.

Questa nuova app arriva in un momento in cui la “nomofobia”, cioè l’ossessione da cellulare, è diventata una realtà comune tra i giovani d’oggi. Sono tanti i ragazzi che vengono presi dal panico quando non riescono a connettersi a internet per colpa della batteria scarica o del credito esaurito.

In Inghilterra il problema è molto sentito, dato che gli adolescenti inglesi sono i più video-dipendenti del mondo, cosa che li espone a disturbi emotivi.

Per descrivere questo fenomeno, gli psichiatri hanno inventato il termine “Ringxiety”, termine ricavato dalla fusione delle parole “anxiety” (ansia) e “ring” (squillo): un ragazzino inglese su 10 soffre di sindrome da occhio secco, dovuta allo sguardo fisso sullo schermo.

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