Oppo e Xiaomi Testano il Sistema Operativo di Huawei

Oppo e Xiaomi testano il sistema operativo di Huawei

Oppo e Xiaomi Testano il Sistema Operativo di Huawei, spediti oltre 1 milione di dispositivi equipaggiati con HongMeng OS di propietà Huawei.

Il sistema operativo Hongmeng OS, tenuto segreto da Huawei, sarebbe attualmente in fase di test anche da parte di altri due big cinesi della telefonia mobile Xiaomi e Oppo.

La guerra commerciale degli Stati Uniti contro la Cina, con l’iscrizione di Huawei nella “lista nera”

con cui le aziende americane non possono avere rapporti commerciali sta delineando nuovi scenari nel settore dei sistemi operativi per smartphone e dispositivi mobili.

Secondo Global Times, giornale cinese controllato dal quotidiano ufficiale del partito comunista (il People’s Daily)

non solo Huawei sarebbe pronta a portare sul mercato un sistema operativo proprietario, chiamato Hongmeng.

Oppo e Xiaomi Testano il Sistema Operativo di Huawei

FonteOppo e Xiaomi testano il sistema operativo di Huawei

Ma addirittura le aziende cinesi più importanti, come Vivo, Tencent, Xiaomi e Oppo, sarebbero state invitate a testarlo.

Una mossa che, se la frattura fra Usa e Cina diventasse insanabile, potrebbe dunque muovere un miliardo di utenti

aprendo una nuova competizione globale incentrata sui sistemi operativi per smartphone.

Secondo alcune indiscrezioni provenienti da Rosenblatt Securities e riportate da ChinaDaily

pare che Huawei abbia già spedito oltre 1 milione di dispositivi equipaggiati con HongMeng OS per effettuare i primi test sul campo.

Uno dei punti centrali del nuovo sistema operativo riguarda la piena compatibilità con le applicazioni Android

secondo le prime indiscrezioni, pare che offra anche un livello di protezione maggiore per quanto riguarda i dati personali dell’utente.

Lo sviluppo di HongMeng OS è infatti avvenuto sempre all’interno di strutture super segrete, nelle quali solo una ristrettissima cerchia di personale autorizzato poteva farvi ingresso

ovviamente senza portare con sé alcun dispositivo o attrezzatura che potesse compromettere la segretezza del progetto.

Nelle ultime settimane questa è venuta meno per volere di Huawei stessa, la quale ha dovuto far sapere al mondo che le vicende legate al ban non hanno compromesso la sua capacità di realizzare il software alla base dei suoi prossimi dispositivi.

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